TERREMOTO
IN ABRUZZO Interventi
a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto
Tutti i nostri volontari del Lazio e quelli che operano in altre
regioni d’Italia
sono attualmente impegnati nelle
operazioni di soccorso alle popolazioni abruzzesi colpite dal
sisma.
I volontari del Nucleo
Operativo Alfredo Rampi (N.O.A.R),
che intervengono sul territorio in caso di necessità,
operano al momento nel campo allestito a San Vittorino.
Gli psicologi del gruppo PSIC-AR
Psicologi delle Emergenze “Alfredo Rampi”
(che svolgono attività di sostegno psicologico alle persone
coinvolte in incidenti o calamità) garantiscono ogni
giorno un sostegno psicologico e psico-sociale
alla popolazione e agli stessi operatori del soccorso.
Il terremoto che ha colpito L'Aquila e diversi paesi limitrofi
ha causato, oltre a numerose vittime, traumi e disagi che
incidono profondamente nelle vite dei sopravvissuti.
L'entità dell'evento catastrofico ha reso necessario
occuparsi degli aspetti psicologici ad esso legati. Psic-ar,
il gruppo di psicologi dell'emergenza del Centro Alfredo Rampi,
è stato chiamato a fornire la propria profesionalità
per aiutare le persone ad affrontare le inevitabili conseguenze
psicologiche scaturite dal trauma subito ed a recuperare,
per quanto possibile, una vita normale.
L'intervento si è concentrato all'interno della tendopoli
installata in un piccolo paese a pochi chilometri da L'Aquila,
ed è stato organizzato con turni di tre giorni in cui
erano presenti tre psicologi dell'emergenza alla volta. In
questo modo siamo riusciti ad assicurare una presenza continua
durante tutto il mese di aprile, mentre sono in preparazione
i turni per i prossimi mesi.
Stiamo cercando di lavorare su diversi fronti. Gli interventi
dei primi colleghi arrivati sul posto si sono focalizzati
sull'individuazione delle situazioni più gravi, che
al momento avevano bisogno di un intervento immediato. Si
tratta di persone maggiormente colpite a livello emotivo dall'evento,
a rischio di sviluppare un disturbo da stress post-traumatico.
In questi casi il supporto offerto si muove principalmente
nella direzione di una rassicurazione riguardo i vissuti e/o
i sintomi riportati. La paura, lo smarrimento e l'allarme
sono ancora molto presenti, e la tensione si percepisce chiaramente.
Permettere di verbalizzarli o di rappresentarli in qualche
modo (per i bambini,ad esempio, attraverso disegni) è
già molto importante, poiché l'espressione e
la condivisione rendono più facile inserire ciò
che è accaduto in una dimensione più umana e
reale. Si tratta ora di aiutare le persone a considerare le
proprie reazioni appropriate rispetto ad un accadimento straordinario
e traumatico, affinché si reinserisca pian piano l'evento
all'interno della normalità.
E' importante occuparsi di ciò che facilita un sentimento
di sicurezza: creare spazi sicuri e confortevoli per i bambini
ma anche per gli adulti, agevolare le misure che ognuno prende
per limitare il sentimento di incertezza e la paura, non intaccare
le difese che le persone mettono in atto, contribuire a veicolare
informazioni certe e non ambigue.
Contemporaneamente agli interventi rivolti ai singoli stiamo
pian piano predisponendo interventi rivolti alla comunità.
E' fondamentale che gli abitanti si riapproprino della propria
quotidianità e recuperino la sensazione di poter intervenire
su ciò che accade loro, specialmente perché
hanno vissuto un evento al di fuori del loro controllo, che
mette inevitabilmente a confronto con il sentirsi impotenti
e sopraffatti.
A questo scopo riteniamo sia fondamentale che siano gli stessi
abitanti ad essere attivamente partecipi della gestione di
alcuni aspetti della vita nel campo in cui si trovano. In
questo contesto si inserisce l'iniziativa del Centro Alfredo
Rampi denominata “Cibo per la mente”, una raccolta
di materiali concretamente e simbolicamente indispensabili
per coltivare una quotidianità il più possibile
soddisfacente, materiali della cui gestione e organizzazione
dovrebbero occuparsi direttamente i residenti.
Fin qui, molto brevemente, l'intervento realizzato. Il lavoro
di supporto continuerà adeguandosi alle diverse necessità
e ai nuovi vissuti che emergeranno nella popolazione in corso
d'opera.