L'educazione alla protezione civile attraverso l'educazione al rischio ambientale

Fin dal suo nascere il Centro Alfredo Rampi ha individuato come suo oggetto di studio e di intervento la lettura locale e nazionale dei rischi ambientali e cioè delle catastrofi che con sempre maggiore frequenza colpiscono il nostro Paese e degli incidenti che colpiscono in particolar modo i bambini. In entrambi i fenomeni, è rintracciabile un comune problema: quello del rapporto dell’uomo con il rischio dell’ambiente in cui vive.

L'intervento educativo può, a nostro avviso, combattere in modo efficace la diffusa tendenza alla rimozione della natura e dell'ambiente e favorire così un processo di consapevolezza sul ruolo fondamentale che essi occupano nella vita dell'uomo.

Tale consapevolezza è indispensabile per motivare l'individuo all'apprendimento ed all'addestramento di tecniche autoprotettive, il cui significato altrimenti potrebbe sfuggire. Ogni addestramento per prepararsi all’emergenza è impensabile al di fuori di un'attività educativa complessiva.

Con l'educazione all’emergenza si possono attivare le necessarie sensibilità nei confronti dei problemi del rischio ambientale (per avviare anche il varo di una legislazione efficace ed organica) e di conseguenza attivare una nuova attenzione finalizzata ad eliminare quei fattori di rischio su cui è facile intervenire se solo lo si vuole. Inoltre, si può in modo preciso e mirato costruire, attraverso l'addestramento vero e proprio, tutta una serie di comportamenti protettivi e autoprotettivi (capacità di effettuare manovre di rianimazione, capacità di attuare un corretto comportamento in caso d'incendio o di terremoto, educazione alla calma ed al controllo del panico ecc.) di cui il nostro paese è del tutto carente (ad onta dei rischi di cui è costellato).

Tale processo formativo, per essere efficace, deve uscire dalla precarietà ed arbitrarietà di cui fino ad ora è stato realizzato, per acquisire una stabile presenza all'interno del curriculum di ogni cittadino del nostro Paese.
Ci sembra fondamentale sviluppare la conoscenza delle aree di rischio ambientale, socializzare tale conoscenza a tutti coloro che sono soggetti a tali rischi compresi i bambini e i ragazzi senza false remore di ordine psicologico e sociologico, elaborare le misure preventive per diminuire le probabilità del rischio, fa si che tali norme preventive insieme a quelle comportamentali in caso di emergenza, vengano acquisite da tutta la popolazione.

Siamo convinti che tutto ciò, se concretamente attuato, potrà permettere il superamento dell'attuale comportamento diffuso della deresponsabilizzazione e della negazione dei rischi ambientali e potrà permettere all'individuo ed alla comunità di riacquistare fiducia sulla sua possibilità di controllare a livello razionale e scientifico e a livello emotivo lo spazio che lo circonda ed i rischi in esso nascosti.