Soccorro

Il Centro Alfredo Rampi ha creato alcuni team di soccorso psicosociale capaci di lavorare, in maniera specializzata e tempestiva, nelle differenti tipologie di emergenza, con i diversi target d’età, fronteggiando i sintomi da stress post-traumatico, sia nelle vittime che nei soccorritori.

È importante che tali team siano formati in “tempi di pace”, per essere pronti a partire con tempestività ed efficacia al momento dell’urgenza. La presenza nei primi momenti di un evento traumatico di volontari di sostegno psicosociale, sostenuti da psicologi dell’emergenza, rappresenta il miglior antidoto contro le sindromi post-traumatiche nelle vittime. Poter contare su un essere umano, adeguatamente preparato, nel momento dello sconforto produce speranza e contrasta le reazioni di disperazione che si possono attivare.

 

La nostra esperienza: il Ludobus – Cibo per la mente

Il Centro Rampi, insieme alla sede locale PSIC-AR, in occasione del terremoto in Abruzzo del 2009 ha organizzato una raccolta straordinaria di materiale “speciale” per assistere le popolazioni, attraverso il progetto “Cibo per la Mente”. Sono stati attrezzati degli spazi per la socializzazione (con particolare riferimento a giovani, anziani e bambini) nelle tendopoli. Lo scopo di questa iniziativa era assistere gli sfollati nel loro bisogno di nutrire la mente, con tutto ciò che può essere utile a tale scopo (libri, giochi, piccoli attrezzi, ecc.).

Oltre alla raccolta del materiale per scaldare l’anima e nutrire la mente, si sono realizzate diverse azioni per animare la comunità, per creare momenti di socializzazione e d’impegno intelligente, grazie a un gruppo itinerante di volontari psicosociali. Il modello psicoeducativo di riferimento è stato quello sperimentato a lungo dall’Associazione nei suoi interventi di educazione al rischio.

Tali attività sono state realizzate anche grazie ad un mezzo attrezzato per trasportare tutto il materiale e organizzare le piccole aree per ricrearsi e ritrovarsi: il LUDOBUS.

Il nostro mezzo ha permesso ai volontari dell’Associazione di raggiungere i paesi colpiti dal terremoto nei mesi di aprile, maggio e giugno del 2009 attraversando l’Abruzzo nei fine settimana e creando nelle tendopoli degli spazi per la lettura, il gioco e la socializzazione.

 

L’esercitazione, palestra dei soccorritori

Le grandi catastrofi mettono a dura prova i sistemi di soccorso che si trovano ad operare in scenari complessi, per questo è fondamentale essere pronti ad affrontare ogni disastro disponendo di soluzioni organizzative efficaci e di operatori preparati. I dolorosi apprendimenti sviluppati a seguito di molte tragedie hanno rinforzato il desiderio di non arrivare impreparati a fronteggiare gli eventi.

Nei contesti d’emergenza il più delle volte l’esposizione a stress intensi si collega alle implicazioni potenzialmente dannose per le capacità d’adattamento sia delle vittime che dei soccorritori. Gran parte delle fatiche individuali e collettive che si sviluppano in situazioni d’emergenza possono, però, essere ridotte da un’adeguata preparazione.

La consapevolezza di sapere cosa fare in caso d’emergenza, si rivela spesso un fattore decisivo per diminuire lo stress e attivare adeguate strategie di fronteggiamento.

È fondamentale per un soccorritore formarsi sia sul piano teorico sia sul versante pratico, nella sperimentazione dei comportamenti idonei per affrontare e superare ogni emergenza. Tutti i processi formativi, dunque, devono essere pensati come risorsa primaria per il rinforzo delle capacità di rispondere alla crisi. Lo sviluppo di queste capacità, richiede la creazione di spazi formativi realistici: l’esercitazione deve ricreare situazioni concrete di stress operativo, consentendo agli operatori di valutare le proprie capacità di fronteggiare la situazione, mediante l’impiego di appropriate metodiche. Effettuare delle simulazioni di emergenza risulta fondamentale anche per programmare un piano di emergenza che garantisca l’efficienza dei mezzi di soccorso.

Al termine di ogni simulazione si effettua una procedura di debriefing nella quale si rielabora quanto accaduto esaminando fatti, pensieri, emozioni: tale esperienza fornisce importanti feed-back ai soccorritori e rappresenta, pertanto, un’occasione efficace di riflessione e apprendimento. Per queste ragioni, periodicamente effettuiamo esercitazioni sul campo e simulazioni realistiche che rappresentano una vera “palestra” tecnica ed emotiva per gli operatori del soccorso operativo e psicologico della nostra associazione (NOAR, COAR, PSICAR), in collaborazione con altri enti (associazioni di Protezione Civile, Vigili del fuoco, Croce Rossa Italiana, Polizia Municipale, Scout).

L’esercitazione consente di sbagliare in un contesto “benevolo”, protetto, dove l’errore non è vissuto come irrimediabile, ma viene a costituire un elemento essenziale su cui soffermarsi e riflettere. La cosa impressionante è come tutti – soccorritori, psicologi, vittime, parenti, disturbatori, volontari – riescano a calarsi nel proprio ruolo, vivendo così un’esperienza davvero realistica che consente di sperimentare le proprie reazioni, la propria capacità di lavorare in team, le proprie risorse per fronteggiare le situazioni stressanti proprie di una vera emergenza.