Franca Rampi: “Premio Zamberletti, coronamento di un legame trasformatosi in fratellanza di intenti e visione. Dedicato al Centro Alfredo Rampi e a tutti i volontari”
Franca Rampi: “Premio Zamberletti, coronamento di un legame trasformatosi in fratellanza di intenti e visione. Dedicato al Centro Alfredo Rampi e a tutti i volontari”.
Una riflessione a margine del conferimento del Premio istituito della Protezione Civile
Condividiamo le parole che Franca Rampi ha pensato come ringraziamento e testimonianza per il conferimento del primo “Premio Giuseppe Zamberletti”, istituito dal Dipartimento della Protezione Civile in occasione del 7° anniversario della morte dell’Onorevole.
Con profonda commozione e gratitudine accolgo il Premio Giuseppe Zamberletti. Ricevere un riconoscimento intitolato a Zamberletti non è per me solo un onore, ma anche il coronamento di un legame nato nei giorni più difficili e trasformatosi nel tempo in una fratellanza di intenti e di visione. In particolare, sulla centralità del volontariato, che per entrambi non è mai stato un semplice supporto, ma il cuore pulsante della Protezione Civile: una visione che vede nelle persone formate e partecipi le prime, consapevoli custodi dei propri territori e della vita di tutti.
Ricordo, insieme con lucidità e partecipazione emotiva, il colloquio con il Presidente Sandro Pertini, quando a Vermicino ebbi modo di illustrargli tutto ciò che non aveva funzionato nell’organizzazione dei soccorsi a mio figlio. Lui ascoltò attentamente, dicendosi dispiaciuto e vicino. Qualche settimana dopo ricevetti una sua telefonata in cui mi disse che per me aveva creato un nuovo Ministero, quello della Protezione Civile, con Zamberletti ministro.
Giuseppe Zamberletti è stato tra i primi a starci accanto in maniera sobria e fattiva, condividendo l’idea che il dolore e la costernazione non dovevano restare muti, ma trasformarsi in azione, impegno e speranza. E creare così una nuova coscienza.
Ripenso ai tanti incontri, soprattutto presso la sede storica di Via Ulpiano. Riunione dopo riunione, cresceva la partecipazione e l’organizzazione della protezione civile, prendevano forma le idee forti legate al volontariato, alla prevenzione, alla formazione, alla rete, alla solidarietà, al soccorso. Insieme abbiamo mosso i primi passi per dare all’Italia una struttura che prima non esisteva, trasformando l’emergenza in un sistema di valori condivisi e strumenti operativi, che oggi tutto il mondo guarda con ammirazione.
Desidero dedicare questo Premio a tutte le realtà del Sistema di Protezione Civile, una famiglia che cresce con prosperità, indissolubilmente legata – con affetto e stima reciproca – al cammino del Centro Alfredo Rampi. Una menzione particolare per tutti i volontari, ai quali sono sempre molto grata.
Il mio auspicio è che si possa continuare a camminare insieme lungo questa strada tracciata dalle idee lungimiranti di Zamberletti, soprattutto per una crescita culturale che necessita ancora di tanti tasselli e passaggi di consapevolezza:
- investendo concretamente nella prevenzione e nella formazione, a partire dai bambini e dai ragazzi, con progetti che possano essere sempre più organici nelle scuole e nei luoghi più frequentati dai giovani;
- rafforzando la sicurezza di edifici, strade e strutture insieme a quella interna delle persone (in particolare, mi sembra urgente mettere in sicurezza il nostro territorio caratterizzato dal dissesto idrogeologico);
- rendendo il soccorso sempre più tempestivo e strutturato;
- lavorando nei territori colpiti per garantire processi di ricostruzione solleciti e rispettosi in senso fisico, economico, sociale ed emotivo.
Grazie al Dipartimento della Protezione Civile per questo riconoscimento, che porto nel cuore a nome di Alfredino, della mia famiglia, del Centro Alfredo Rampi e tutti coloro che lavorano ogni giorno per proteggere la vita.
Roma, 26 gennaio 2026 Franca Rampi








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